Roma, 10 lug – “Tanti connazionali, pur vivendo e lavorando all’estero, non si iscrivono all’Aire. Spesso poi, dal punto di vista fiscale, ritengono di non incorrere in errore, nella misura in cui denunciano solo al fisco straniero, locale, i redditi lì percepiti. Senza dichiararli, come invece impone la legge, anche al Fisco italiano”. È quanto dichiarano la senatrice Pd Laura Garavini e i deputati Pd Angela Schirò e Massimo Ungaro, eletti nella circoscrizione Estero-Europa. “Nuovamente, con una recente sentenza (n.16634/2018), la Corte di Cassazione ha ribadito l’obbligo di dichiarare i redditi percepiti all’estero se si è residenti fiscalmente in Italia – continuano i parlamentari eletti all’estero – Infatti, partendo dal caso di un lavoratore italiano che svolgeva la propria attività lavorativa nel Regno Unito, senza essere iscritto all’AIRE, e pagava le relative imposte solo nel Regno Unito, la Corte ha stabilito che il Fisco italiano può accertare i redditi prodotti all’estero, qualora il diretto interessato sia ancora residente fiscalmente in Italia. Questo avviene là dove non risulti ancora la sua cancellazione dall’anagrafe del Comune italiano perché non iscritto o iscritto tardivamente all’AIRE”. (PO / SEGUE)