Roma, 10 lug – Il T.U.A. considera come reato e punisce diverse azioni a danno dell’ambiente. Nel 2016 i procedimenti per violazioni delle regole di gestione delle acque reflue sono stati 1.636, quelli per le violazioni delle regole di gestione dei rifiuti 8.792, 170 per il trasporto non autorizzato di rifiuti e 164 per traffico organizzato di rifiuti. Per tali reati, sono diminuiti i procedimenti per cui è iniziata l’azione penale: dal 2013 per violazioni nella gestione delle acque reflue; dal 2015 per la gestione dei rifiuti (che coinvolge spesso, oltre ad attività economiche, anche singoli cittadini che non rispettano i regolamenti); dal 2014 per il traffico organizzato di rifiuti. Per questi ultimi si ha un aumento delle archiviazioni a denotare anche la difficoltà crescente, da parte degli inquirenti, nel trovare elementi di prova della violazione. Lo si legge in un report dell’Istat dedicato al fenomeno dei reati ambientali tra il 2006 ed il 2016. Nel corso degli anni , sono state contestate soprattutto contravvenzioni nella gran parte dei procedimenti con almeno un reato contro l’ambiente (97,1% nel 2016). Le variazioni nel numero dei procedimenti sono influenzate anche da modifiche normative. Per i procedimenti con almeno una contravvenzione si è riscontrato un generale aumento fino al 2014, seguito da un calo più consistente nel 2016 per i soli procedimenti per cui è iniziata l’azione penale. Ciò a seguito della possibilità di estinguere il reato contravvenzionale in base all’art. 318bis introdotto nel T.U.A. nel 2015. (SEGUE)