Roma, 10 lug – Il traffico organizzato di rifiuti è l’attività posta in essere in modo sistematico e strutturato per nascondere o eliminare, illegalmente, anche grandi quantità di rifiuti e scarti senza riguardo alla loro tossicità. Nel 2016 si sono rilevati 58 casi, in netto calo su quasi tutto il territorio nazionale. L’andamento nel tempo evidenzia due picchi in corrispondenza del 2010 e del 2013 (104 e 105 casi rispettivamente) ascrivibili soprattutto al Sud. Il numero esiguo di procedimenti per cui inizia l’azione penale sottende in realtà una complessità investigativa connaturata con i tempi, le procedure di indagine e il numero di autori coinvolti per questo tipo di reati. Qui infatti il numero medio di imputati in associazione è molto più elevato, con valori che passano da un minimo di 4 per il 2008 a un massimo di 12 per il 2006. Dal 2010 la media si è stabilizzata intorno a 5,5 (5,7 nel 2015). Lo si legge in un report dell’Istat dedicato al fenomeno dei reati ambientali tra il 2006 ed il 2016. (red)