Roma, 13 lug – Intervistato da Il Manifesto, Sergio Cofferati (deputato europeo, SeD), sostiene che reintrodurre i voucher è “È pessimo. Peraltro è in contrasto con quello che diceva lo stesso Di Maio alla presentazione del decreto. È chiaramente un condizionamento che ha subito da parte della Lega. Sono le contraddizioni del governo, diventeranno esplosive”. Secondo Cofferati, dunque, la sinistra dovrebbe puntare su queste contraddizioni interne alla maggioranza: “Guardiamo al decreto: ai voucher va detto no. Altri provvedimenti camminano in una direzione giusta. I 5 stelle vanno sfidati in parlamento a rendere quei piccoli passi consistenti. Faccio un esempio, va bene aumentare alle imprese il risarcimento per il lavoratore licenziato. Ma ci vuole la reintroduzione dell’art.18, com’era nel programma dei 5 stelle, perché per la piccola azienda l’aumento della penalità scoraggia il licenziamento discriminatori, per quella più grande no. Dunque serve una norma antidiscriminatoria, com’era nell’art.18”. A riguardo, il Pd si divide fra chi vuole fare muro e chi vuole fare un lavoro parlamentare su alcune parti del decreto. “Il Pd è vittima dei suoi errori – è l’analisi di Cofferati -. Tutto ciò che modifica il jobs act per loro è pura sofferenza. Le contraddizioni del Pd sono così consistenti da portarlo a una scelta controproducente come il salario minimo per legge. Stiano attenti: può diventare distruttivo contro i contratti nazionali di lavoro. È un atto contro il sindacato”, in quanto “Il salario minimo fa saltare un fondamento del contratto di lavoro, che è uno strumento di regolazione del conflitto fra chi lavora e chi fa impresa, ed è vantaggioso per il sistema economico perché tiene la concorrenza in ambiti regolati. Senza i quali c’è solo la gara a chi riduce di più i salari. Non a caso ormai i contratti sono riconosciuti come strumento utile anche al sistema delle imprese”. (red)