Siena, 13 lug – “Questa osservazione è risultata molto importante – spiega il professor Riccardo Paoletti, coordinatore del gruppo di ricerca dell’Università di Siena e dell’INFN di Pisa che lavora al progetto MAGIC – perché ha permesso di associare per la prima volta la produzione di un neutrino di altissima energia al getto di un blazar, galassie che ospitano un enorme buco nero al loro interno, in grado di emettere fotoni di altissima energia. Adesso abbiamo la prova che i blazar producono anche neutrini, e quindi anche i loro progenitori, i raggi cosmici”. “E’ la prima volta che si riesce ad avere questa informazione, lungamente attesa” – sottolinea Giacomo Bonnoli, ricercatore presso il dipartimento di Scienze fisiche, della terra e dell’ambiente dell’Ateneo senese, che collabora al progetto – “che suggerisce che i raggi cosmici delle energie più elevate siano generati proprio nei getti dei blazar”. “Un eclatante successo dell’astronomia multi-messaggero- prosegue Bonnoli – ottenuta dalla combinazione delle informazioni provenienti dai fotoni e da altre particelle, come i neutrini o, come era accaduto giusto un mese prima con la kilonova del 17 Agosto 2017, le onde gravitazionali”. La collaborazione MAGIC coinvolge circa 150 scienziati provenienti da 9 paesi europei, Brasile, India e Giappone. L’Università di Siena è parte attiva sin dalla fondazione attraverso il lavoro dei propri docenti, ricercatori, tecnici, assegnisti di ricerca e studenti di dottorato, che nello specifico si sono occupati della progettazione hardware e software dei telescopi, e della raccolta e elaborazione dei dati di osservazione per numerose pubblicazioni scientifiche. (BIG ITALY / red)