Roma, 16 lug – Alleviare le sofferenze della popolazione e preservare il futuro della cristianità in Siria. Queste le due direttrici degli oltre 40 progetti appena approvati da Aiuto alla Chiesa che Soffre in Siria, del valore di oltre 3 milioni di euro. La Fondazione pontificia ha già donato 3.610.054 euro nei primi sei mesi del 2018, per un totale di oltre 25 milioni e 350mila euro dal 2011. Oltre due milioni di euro del nuovo piano andranno a progetti di emergenza e assistenziali in favore della popolazione siriana per la quale alle sofferenze degli oltre 7 anni di guerra si sono aggiunte le conseguenze legate alle sanzioni economiche internazionali. «Queste sanzioni uccidono i siriani al pari delle armi – ci racconta il vescovo maronita di Aleppo, monsignor Joseph Tobji – Perché i bambini e i malati devono morire a causa della mancanza dii medicine? Perché i siriani devono morire di fame?». Gli interventi di carattere umanitario ed emergenziale sono a beneficio delle diverse denominazioni cristiane, e comprendono progetti quali pacchi viveri per i rifugiati in diverse diocesi e città, fornitura di energia elettrica, assistenza medica, aiuti alle famiglie disagiate, kit igienici per i rifugiati. «Così cerchiamo di rendere meno gravi gli effetti della guerra e soprattutto le ripercussioni che hanno sulla popolazione le sanzioni economiche – afferma il direttore di ACS-Italia Alessandro Monteduro – Un’immane sofferenza umana alla quale finora hanno risposto soltanto le Chiese locali e la generosità dei privati cittadini, come i benefattori di ACS». (BIG ITALY / SEGUE)