Roma, 29 lug – L’organizzazione medico umanitaria Medici Senza Frontiere (Msf) denuncia le inaccettabili condizioni di vita e l’inadeguatezza delle cure mediche per i migranti che si trovano nel centro di detenzione di Mitilene, a due mesi dal lancio del progetto di Msf che mira a fornire assistenza medica e psicosociale ai migranti. Questa situazione è ulteriormente aggravata dall’inefficacia da parte delle autorità di garantire anche il minimo miglioramento delle infrastrutture. Inoltre i team di Msf stanno incontrando delle difficoltà per accedere liberamente ai reparti di detenzione e ai pazienti, il che comporta il deterioramento della fornitura di assistenza medico umanitaria. In un centro di detenzione che – secondo le autorità – non può ospitare più di 400 persone, ce ne sono attualmente 800. Le forniture mediche sono insufficienti, come nel caso delle visite, delle diagnosi e del trasferimento dei casi più gravi. Vedendo che le condizioni di vita sono peggiorate, Msf chiede a tutte le autorità competenti di avviare un’azione immediata. “I detenuti vivono in celle piene di acqua stagnante, con un numero assolutamente insufficiente di docce e latrine. Vi è una sola latrina funzionante per 100 persone. I reparti non sono stati adeguatamente puliti nel corso degli ultimi due mesi. Ai detenuti è raramente concesso di uscire dai reparti e il personale del centro di detenzione non è in grado di rispondere alle loro esigenze. (SEGUE)