Roma, 18 lug – È in nome di un empowerment volto a soddisfare le nuove richieste del mercato del lavoro che si sta muovendo molto dell’operato dell’Ufficio Parità della Presidenza Consiglio dei Ministri, presente al dibattito nella figura di Monica Parrella: “Le competenze delle donne sono in settori che attualmente permettono pochi sbocchi. Il settore ICT (Information Communication Technology) mette a disposizione 800mila posti di lavoro in Europa, eppure sono in poche le donne coinvolte. La mancanza di competenza in questo ambito è dovuta a pregiudizi di genere: si tratta di un tema molto radicato che nasce già in fase scolare. Uno studio ha dimostrato che le bambine dimostrano insicurezza in campo matematico solo dopo i 7 anni, quando si iniziano a interiorizzare degli stereotipi. Per questo abbiamo finanziato con il Miur dei campi gratuiti in materie matematiche e scientifiche per bambine e ragazze. Sono 318 i campi finanziati e 100 sono quelli già partiti”. Al di là dell’interiorizzazione di modelli culturali che vedono la donna meno portata per materie scientifiche, sussiste un problema di discriminazione: “Secondo i primi dati del report annuale sulla condizione lavorativa femminile lo scorso anno sono state trentamila le donne uscite dal mondo del lavoro. Le cause principali delle dimissioni sono il costo degli asili nidi e l’assenza dei nonni in grado di sopperire all’assistenza pubblica neonatale. Sono donne che, in gran parte, non rientreranno più nel mondo del lavoro”, ha fatto notare Franca Bagni Cipriani, Consigliera di Parità Ministero del Lavoro. Tra le ricette per aiutare le donne che lavorano? Una più equa retribuzione e la diffusione di una cultura della condivisione e della pari responsabilità all’interno della famiglia. (PO / SEGUE)