Roma, 31 lug – Micheloni accusa la politica spiegando che “noi italiani all’estero siamo sempre stati considerati o una risorsa elettorale o una risorsa economica, però, se ci si continua a considerare un oggetto, noi taglieremo i rapporti con le nostre nuove generazioni. Tagliare i rapporti con i tre milioni e mezzo di italiani di passaporto italiano – perché in possesso di doppia cittadinanza siano molti di più – è una perdita per l’Italia, non per noi. Utilizzare gli immigrati in Italia come oggetto politico è pericoloso per l’Italia, perché permette di vincere o di perdere un’elezione, ma non si affronta il problema dell’immigrazione utilizzando l’oggetto dei migranti. Il problema è ben diverso. Credo che questa occasione dovrebbe indurci a riflettere su questi aspetti piuttosto che sulla composizione, sulle funzioni o sui costi di questo eventuale Comitato. Credo che questo nostro Senato debba metabolizzare un’idea, che può apparire una contraddizione, ma è una mia convinzione: il voto all’estero e la presenza di parlamentari della circoscrizione estero nel Parlamento italiano è importante per l’Italia e non per gli italiani all’estero. Se non si capisce questo, io, senatore della circoscrizione estero, sarò il primo a dire che il voto all’estero è inutile”. Per questo, conclude Micheloni, “il Comitato non soddisfa la comunità italiana all’estero. Noi accettiamo tuttavia questa tappa come un momento di riflessione”.
(Sis)