Nel 2017 si sono verificati in Italia 174.933 incidenti stradali con lesioni a persone; le vittime sono state 3.378 e i feriti 246.750. I morti tornano ad aumentare (+2,9%) dopo la flessione del 2016 e la battuta d’arresto dei due anni precedenti; in lieve diminuzione, invece, incidenti e feriti (rispettivamente -0,5% e -1,0%). Il tasso di mortalità stradale passa da 54,2 a 55,8 morti per milione di abitanti tra il 2016 e il 2017, tornando ai livelli del 2015. Rispetto al 2010, le vittime della strada diminuiscono del 17,9%. Sono alcuni dei dati del rapporto dell’Istat sugli incidenti stradali nel 2017. Il fenomeno dell’incidentalità stradale è legato ad una serie di elementi, tra cui la mobilità, le percorrenze stradali, il numero di veicoli circolanti e i consumi di carburante. Il quadro della mobilità, nel 2017, risente di un più generale e positivo contesto economico che vede un aumento (valori nominali) del reddito medio pro-capite disponibile (+2,6%) e del Pil (+2,1%). In questo scenario la mobilità delle merci sembra prevalere sugli altri flussi. I dati sulle percorrenze autostradali, su 6mila chilometri di rete in concessione, mostrano un aumento del 2,2% rispetto al 2016, anche in questo caso più marcato per i veicoli pesanti (+3,5%) e decisamente più contenuto per quelli leggeri (+1,8%).
LA SITUAZIONE IN EUROPA – Continua a scendere in Europa (Ue28) il numero delle vittime sulle strade seppure in misura contenuta rispetto all’anno precedente. Nel complesso 25.315 persone sono decedute in incidenti stradali, contro le 31.595 del 2010, con una riduzione nel periodo del 19,9%. Più contenuto il calo percentuale registrato in Italia (-17,9%). Tra il 2016 e il 2017, il numero delle vittime diminuisce dell’1,6% nell’Unione europea, aumenta, invece, del 2,9% in Italia. Analogamente al 2016, la riduzione a livello europeo non ha interessato tutti i Paesi. Nel 2017 le vittime della strada sono ancora in aumento in otto Paesi, tra i quali Spagna, Portogallo, Romania e Ungheria. Il tasso di mortalità stradale (morti per milione di abitanti), indicatore utilizzato per effettuare analisi comparative, si attesta, nel 2017, a 49,7 nella Ue28 e a 55,7 in Italia (nel 2010 rispettivamente 62,8 e 69,4). Con tale risultato il nostro Paese scende al diciottesimo posto nella graduatoria europea, si collocava al quattordicesimo nel 2016. I Paesi più virtuosi rimangono Svezia e Regno Unito (25,3 e 27,1) mentre in coda alla classifica risultano Bulgaria e Romania (99,3 e 96,0 per milione di abitanti).
STABILE IL NUMERO DEI FERITI GRAVI: 5 OGNI VITTIMA – Nel 2017 i feriti gravi a seguito di incidente stradale sono stati 17.309, valore pressoché stabile rispetto al 2016 (- 0,1% ). Nel periodo 2013-2016 il rapporto tra feriti gravi e decessi è andato progressivamente aumentando fino al 2016, per poi subire una battuta d’arresto e un lieve calo nel 2017. I valori dell’indicatore passano, infatti, da 3,8 feriti per ogni vittima nel 2013 a 5,3 nel 2016 e 5,1 nel 2017. I feriti gravi, nel 2017, rappresentano circa il 7% del totale dei feriti nel complesso rilevati dalle forze dell’ordine. A livello territoriale persistono ancora alcune differenze: i valori del rapporto tra feriti gravi e morti sono compresi tra 4,7 del Nord-est e 5,6 del Sud e delle Isole,. a conferma della tendenza che vede le regioni del Nord come territori con un più elevato numero di incidenti ma meno gravi.
IN AGOSTO MAGGIOR NUMERO DI INCIDENTI STRADALI GRAVI – I mesi estivi si confermano il periodo con il maggior numero di incidenti stradali e vittime, in particolare maggio, giugno e luglio, con picchi di oltre 16mila sinistri e 300 vittime per ogni mese. Giugno è il mese peggiore per la pericolosità sulle strade extraurbane (4,8 vittime ogni 100 incidenti), agosto quello in cui si verificano gli incidenti più gravi nel complesso degli ambiti stradali, con 2,3 deceduti ogni 100 incidenti, probabilmente anche in conseguenza del maggior tasso di occupazione delle autovetture in occasione del periodo di vacanze. L’indice di mortalità, nel mese di agosto, sale, poi, a quasi 5 vittime ogni 100 incidenti nel caso di investimento di pedone. Febbraio è, infine, il mese con il minor numero di incidenti (11.493) e morti (199).
DISTRAZIONE E VELOCITA’ ELEVATA PRIME CAUSE – Nel 2017, le circostanze accertate o presunte dagli organi di rilevazione, alla base degli incidenti stradali con lesioni a persone, sono sostanzialmente invariate rispetto all’anno precedente. Nell’ambito dei comportamenti errati di guida, la distrazione, il mancato rispetto delle regole di precedenza o del semaforo e la velocità troppo elevata sono le prime tre cause di incidente (escludendo il gruppo residuale delle cause di natura imprecisata). I tre gruppi costituiscono complessivamente il 40,8% dei casi. Si precisa che la rilevazione condotta dall’Istat include solo le circostanze accertate o presunte per i conducenti dei primi due veicoli coinvolti nell’incidente. Gli incidenti stradali che coinvolgono tre o più veicoli rappresentano circa il 10% del totale. Tra le altre cause più rilevanti, la mancanza della distanza di sicurezza (21.463 casi), la manovra irregolare (15.932) e anche il comportamento scorretto del pedone (7.204) rappresentano rispettivamente il 9,6%, il 7,1% e il 3,2% delle cause di incidente. Con riferimento alla categoria della strada, la prima causa di incidente sulle strade urbane è il mancato rispetto delle regole di precedenza o semaforiche (17,1%), sulle strade extraurbane è la guida distratta o andamento indeciso (pari al 20,1%), seguita dalla guida con velocità troppo elevata (14,6%) e dalla mancata distanza di sicurezza (14,6%). (Red – 23 lug)