Bisogna potenziare i controlli sul sistema delle cooperative che si occupano di migranti in Italia, favorendo le realtà che lavorano in maniera onesta e trasparente. E’ quanto afferma l’Unione europea delle cooperative Uecoop in relazione alla gestione degli stranieri nel nostro Paese con il 57% degli italiani che – secondo l’indagine Uecoop/Ixè – ha un’opinione poco o per nulla positiva sulle cooperative di accoglienza dopo gli scandali che hanno coinvolto diverse realtà dalla Campania al Veneto, dalla Lombardia alla Sicilia, dalla Basilicata alla Calabria.
COLLABORAZIONE FRA PUBBLICO E PRIVATO “Non possiamo permettere che l’operato di una fetta di mala cooperazione pregiudichi il lavoro di tante realtà che invece – sottolinea Uecoop – sono in prima linea nell’affrontare nel rispetto delle regole e della trasparenza, come vuole il codice etico di Uecoop, uno dei problemi più urgenti e complessi dei nostri giorni. L’obiettivo è quello indicato da Papa Francesco di ‘accogliere tanti rifugiati quanti si può e quanti si può integrare, educare, dare lavoro’ con ‘la virtu’ del governo, che è la prudenza”. “Diventa strategico – afferma Uecoop – un sistema di accoglienza basato sulla collaborazione fra pubblico e privato con gruppi di stranieri che vengono autorizzati a restare sul suolo italiano distribuiti in piccole e medie strutture, più gestibili e controllabili, come chiede un’ampia maggioranza di italiani (62%) secondo l’indagine Uecoop/ixè.
STRANIERI COME RISORSA “Nonostante i problemi – sottolinea Uecoop – l’atteggiamento nei confronti degli stranieri rimane sostanzialmente moderato con metà della popolazione che li considera una risorsa ma gestendo quote prefissata e respingendo o mandando in altri Paesi europei quelli in eccesso. Otto italiani su 10 (79%) chiedono poi di far lavorare gratuitamente in attività di pubblica utilità gli immigrati in cambio dell’accoglienza, anche se per un periodo limitato. Il 30% degli italiani è infastidito dal fatto che i migranti vengano assistiti senza lavorare, mentre non si riscontrano discriminazioni razziali con solo il 4% che dice di essere preoccupato perché sono diversi e ben il 26% che non si ritiene per nulla disturbato dalla loro presenza. Il lavoro è quindi la leva principale dell’integrazione con diverse attività di pubblica utilità ritenute necessarie per compensare l’aiuto ricevuto con il vitto e alloggio nell’accoglienza. Nell’ordine, a giudizio degli italiani – secondo l’indagine Uecoop/Ixè – potrebbe essere utile impiegare gli immigrati accolti nella cura del verde pubblico (57%), nella pulizia delle strade (54%), nell’agricoltura (36%), nella tutela del patrimonio pubblico (30%) o nella cura degli anziani (23%). Due terzi dei cittadini vedono con favore l’ipotesi di tirocini gratuiti, predefiniti nel tempo, in aziende private nell’ottica di apprendere un mestiere. Più di 1 italiano su 2 sarebbe inoltre favorevole a coinvolgere gli immigrati nel recupero dei piccoli borghi abbandonati e per combattere lo spopolamento dei territori. L’83% dei cittadini – conclude Uecoop – ritiene infine che gli immigrati, durante la loro permanenza in Italia debbano frequentare un corso obbligatorio di lingua italiana”. (red -24 lug)