Roma, 25 lug – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato la legge di conversione, con modificazioni, del decreto terremoto. Contestualmente, però, ha scritto una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per segnalare alcuni “aspetti di criticità” che “pur non costituendo una palese violazione della legittimità costituzionale, suscitano forti perplessità”. Si tratta del decreto legge 29 maggio 2018, n. 55 recante “Ulteriori misure urgenti a favore delle popolazioni dei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016”, approvato in via definitiva lo scorso 19 luglio. Gli aspetti di criticità che rileva Mattarella si riferiscono all’articolo 7 che “sostituisce integralmente l’art. 8-bis del DL n. 189 del 2016, relativo a interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016. La nuova previsione, in tema di ‘Interventi eseguiti per immediate esigenze abitative’, stabilisce al comma 1 che, nelle aree colpite dal terremoto e in deroga alla necessità della previa comunicazione all’amministrazione dell’avvio dei lavori, possono essere utilizzati, in sostituzione di immobili destinati ad abitazione principale e dichiarati inagibili, opere, manufatti leggeri, anche prefabbricati, e analoghe strutture, realizzati o acquistati nel periodo compreso tra il 24 agosto 2016 e la data di entrata in vigore della disposizione, purché amovibili e diretti a soddisfare esigenze contingenti e meramente temporanee. Si prevede altresì l’obbligo di demolire o rimuovere dette opere nonché di ripristinare lo stato dei luoghi entro novanta giorni dall’emanazione dell’ordinanza di agibilità dell’immobile distrutto o danneggiato”. (SEGUE)