Kabul – Formare specialisti afghani nel settore e finanziare le loro ricerche sul campo. Questi i campi di azione in cui verrà impiegato il contributo della Farnesina alla Missione archeologica Italiana in Afghanistan, che è stato rinnovato anche il per il 2018. La missione – si legge sul sito della Farnesina – che opera nel paese dal 1957, è diretta dall’associazione internazionale di studi sul Mediterraneo e l’Oriente (ISMEO) e coadiuva l’opera di conservazione dell’inestimabile patrimonio archeologico e artistico del Paese. “L’osmosi tra ricerca sul campo, ricerca teorica e insegnamento universitario ha creato nel tempo una salda tradizione di studi, forse unica nel suo genere – spiega la direttrice del programma Anna Filigenzi -. Oltre a contribuiti innovativi all’ampliamento delle conoscenze della storia culturale dell’Afghanistan, la Missione Archeologica Italiana ha infatti continuato ad assicurare, anche negli anni difficili del conflitto la formazione scientifica e il ricambio generazionale degli esperti”. Interrotta, a causa degli eventi politici, alla fine degli anni Settanta, la Missione ha ripreso nel 2002 le attività sul campo nell’area di Ghazni, nel centro-est dell’Afghanistan. (9colonne)