Roma, 31 lug – “Il Pil euro zona è andato un po’ peggio del previsto nei mesi primaverili, crescendo di 0,3% t/t dopo 0,4% t/t del 1° trimestre. Si tratta di un tasso di crescita ben più debole dello 0,7% t/t della seconda metà dello scorso anno. Se si guarda al secondo decimale, il rallentamento nei mesi primaverili non è poi così preoccupante: si è passati da un tasso di crescita di 0,37% t/t nei mesi invernali a +0.34% t/t. La stima flash non include dettagli sui contributi delle diverse componenti di domanda. Ci aspettiamo un apporto di 0,6% t/t della domanda interna a fronte di un contributo negativo del commercio estero, dal momento che le esportazioni sono viste in crescita modesta (0,5%t/t) mentre le importazioni dovrebbe aver recuperato”. Lo si legge in una analisi di Anna Maria Grimaldi, senior economist Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, sui dati Pi, inflazione, disoccupazione Eurozona. La crescita annuale frena al 2,1% aa da un precedente 2,5% aa. Ora i dati sono più deboli del previsto ma non in contrasto con la decelerazione degli indici di fiducia nei mesi primaverili. Per gli stessi livelli di indici di fiducia rispetto al passato, ci si deve aspettare una minore crescita del PIL, la rottura strutturale nella relazione è stata studiata dalla Commissione europea. Stimiamo che un livello dell’indica della fiducia economica della Commissione di 106 sia ancora compatibile con una crescita di 0,3% t/t a trimestre. (PO / SEGUE)