Pechino, 6 ago – Ogni Vip sarà dotato di una carta chip per selezionare da sé i vini da un apposito innovativo dispenser Enomatic e sarà assistito da sommelier professionisti, in particolare per la mescita e la degustazione delle bollicine di qualità. Ancora una volta la promozione dell’Italian style passa per l’enogastronomia. Le preferenze dei cinesi vanno ai vini rossi, tannici come il loro thé. Shanghai è trainante per i consumi e fascia più interessata alla nuova tendenza è quella dei giovani adulti, anche donne, che viaggiano o lavorano per le multinazionali occidentali. Nei wine bar e nelle enoteche in rapida diffusione anche in Cina, molto successo hanno le degustazioni guidate, anche se il vino estero rappresenta ancora uno status symbol piuttosto che un bene di consumo. Il vino d’importazione, infatti, viene bevuto fuori casa, in occasioni di rappresentanza o viene regalato. In questo caso, la confezione diventa un elemento importante quanto la bottiglia scelta. I consumi sono ancora limitati, ma si prevede che la Cina diventi l’ottavo mercato mondiale entro il 2012.
(Pap)