Berna, 7 ago – “Ad un mese dalla manifestazione pacifica dei cittadini italiani residenti nel Cantone di Berna, e nella altre Circoscrizioni Consolari della Svizzera prendiamo atto che non c’è stata alcuna risposta, né formale né informale, alle lettere ufficiali da noi inviate al Presidente del Consiglio, al Ministro degli Affari Esteri, al sottosegretario con delega per gli italiani nel mondo, al Ministro del Lavoro, con le quali chiedevamo l’avvio di un confronto sui temi della ristrutturazione consolare che ci riguarda direttamente. Sia come cittadini italiani residenti all’estero, sia come rappresentanti istituzionali eletti degli italiani nel mondo”. Anna Ruedeberg, componente del Cgie svizzero, ed Emirano Colombo, presidente del Comites di Berna, tornano a lanciare un appello alle istituzioni, chiedendo un tavolo di confronto sulla ristrutturazione della rete consolare. Chi risiede all’estero vive sulla propria pelle l’inopportunità di qualsiasi decisione tesa a ridimensionare servizi essenziali, quando accade subentra certamente motivata indignazione, per scelte che evidenziano ancora una volta inaccettabile trascuratezza nei confronti di un pezzo di Italia che è stato ed è una risorsa fondamentale per tutti. E ignorare questo mondo non solo è ingiusto, è anche improduttivo per il paese – scrivono la Ruedeberg, che è anche esponente del Pd estero, e Colombo – Abbiamo chiesto, come nostro diritto e dovere, di discutere dei problemi, verificare l’utilità di scelte per una città capitale importante come Berna, un punto di organizzazione e di erogazione di servizi all’interno di una rete consolare che include oltre 35.000 cittadine e cittadini italiani”.
(SEGUE)