Sulle grandi opere M5S e Lega troveranno la quadra: è la convinzione espressa dal vicepremier Luigi Di Maio, che ai microfoni di Agorà su Rai3 ha fatto il punto sui nodi cruciali dell’azione di governo. “Noi siamo due forze politiche che hanno tante cose in comune e tante altre su cui non vanno d’accordo. Troveremo un accordo su tutto, come l’abbiamo fatto”. Dalla Tav Torino-Lione alla Tap (proprio sul Gasdotto Trans-Adriatico c’è stato ieri il botta e risposta tra il ministro del Sud Barbara Lezzi e il vicepremier Matteo Salvini) all’interno dell’esecutivo le posizioni divergono. Di Maio specifica oggi la posizione dei pentastellati, ribadendo le perplessità sulla Tav. “Noi non abbiamo come Cinque Stelle un pregiudizio sulle grandi opere. Ci sono soldi che si spendono per fare opere e opere che si fanno per spendere soldi. In un paese in cui, quando i cittadini si muovono nelle periferie del nord e del sud, non hanno gli autobus, non hanno le metropolitane, non hanno neanche le strade a volte, dire che dobbiamo spendere 10 miliardi per andare da Torino a Lione, quando non riusciamo ad andare da casa nostra a scuola di nostro figlio, secondo me è uno spreco”.
FRACCARO. “La linea del governo è chiara: per le grandi opere l’analisi costi-benefici è il nostro faro. Non possiamo far pagare per decenni agli italiani i costi di opere inutili, è un principio di buon senso su cui siamo d’accordo” puntualizza il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, in una intervista al Corriere della Sera, commentando le posizioni contrastanti nel governo su Tav, Tap e Terzo Valico.
RIXI. Edoardo Rixi, sottosegretario leghista del ministro ai Trasporti Danilo Toninelli, in una intervista sempre al quotidiano milanese illustra invece la posizione del Carroccio affermando che “la discussione sulla Torino-Lione ha una sua ragione di essere. Gli stessi francesi lo scorso maggio hanno chiesto che il termine dei lavori sia spostato dal 2030 al 2035”, “la Tav è opera transfrontaliera. Di risparmi sul versante italiano se ne possono fare e dunque di revisione ha senso parlare. Bloccarla è un altro paio di maniche”, aggiunge il sottosegretario, sottolineando che “peraltro la Tav non riguarda affatto il solo Piemonte, è un corridoio europeo. Per me la Tav è importante: quello su cui si può riflettere è il non tenere risorse ferme. Se anche i francesi ritengono si debba dilazionare di 5 anni, può avere un senso spostare provvisoriamente le risorse oggi impegnate”. Rixi conclude: “Il tema importante non è fare le opere al Nord o al Sud, ma farle dove servono e quello della popolazione è criterio assolutamente relativo. Il tunnel del Monte Bianco non riguarda solo i 130mila valdostani, il Terzo Valico non è per i meno di 600mila genovesi, il Tap serve a 60 milioni di italiani e non solo ai 4 milioni di pugliesi”. (Roc – 6 ago)