Roma, 6 ago – “Il nostro paese – continua Schiavone – sta uscendo da una pesante crisi economica, che nell’ultimo decennio ha attraversato il nostro continente. Alto resta il rischio che le diverse combinazioni elettorali prendano il sopravvento sul senso della politica, e, che le soluzioni dominati si riducano a un flatus vocis, mentre per rifare grande il nostro Paese, oggi, occorrerebbe prendere decisioni capaci di costruire un futuro comune, gestire i bisogni collettivi e creare un’idea di società che valorizzi le differenze e promuova pari opportunità. Così si attutirebbe anche l’esodo di massima, che è ripreso in maniera galoppante e riproduce quel déjà vu a noi famigliare. Marcinelle è servita a farci rendere conto che è nata una nuova questione sociale, ampliata a livello continentale, molto diversa da quella classica, che archivia il dualismo lavoro – impresa e si riproduce sull’integrazione europea. Con la mondializzazione dell’economia e del profitto, il mondo occidentale deve riconoscere il lavoro quale luogo della realizzazione dell’individuo non solo come soggetto sociale ma anche come fondamento della cittadinanza. Il Consiglio Generale degli italiani all’estero onora la ricorrenza della giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, – conclude il segretario – si unisce al ricordo di tutti i connazionali caduti sul lavoro in patria e all’estero e con responsabilità e commozione rivolge l’invito ai Comites, alle Associazioni e alle organizzazioni italiane nel mondo a diffondere il valore della ricorrenza, invitandoli a tenere vivo il dettame del I° articolo della Costituzione italiana che recita: “la Repubblica italiana è fondata sul lavoro, come diritto insopprimibile dell’uomo”. (red)