Il decreto dignità è legge. Il Senato lo ha approvato oggi in via definitiva, con il voto favorevole di Lega e Movimento 5 Stelle. Il testo contiene misure per il contrasto al precariato, come la riduzione da 36 a 24 mesi della durata massima dei contratti a tempo determinato, l’aumento dell’indennità di licenziamento ingiustificato, l’incremento della contribuzione ad ogni rinnovo che può essere recuperato in caso di trasformazione in contratto a tempo indeterminato. Ci sono pioi misure finalizzate alla continuità didattica (copertura di posti di docente vacanti e disponibili nelle scuole dell’infanzia e nella scuola primaria); misure per il contrasto alla delocalizzazione e la salvaguardia dei livelli occupazionali (restituzione dei benefici fiscali da parte delle imprese che delocalizzano nell’Unione europea e sanzioni aggiuntive per quelle che delocalizzano al di fuori dell’Unione). E ancora misure per il contrasto del disturbo da gioco d’azzardo (divieto di pubblicità per giochi e scommesse) e misure in materia di semplificazione fiscale (superamento di redditometro, spesometro e split payment). Secondo Andrea Marcucci, capogruppo del Pd al Senato, “dopo l’approvazione del dl aumenterà la disoccupazione. Questo è il decreto della disoccupazione, e così andrebbe chiamato. La nostra visione era più complessa, e parlava di percorso formativo scuola-lavoro, incentivi agli investimenti tecnologici, agevolazioni per i contratti indeterminati. Avete messo in piedi invece un meccanismo infermale che lega le mani alle imprese e alimenterà il lavoro nero”. Stefano Patuanelli, del Movimento 5 Stelle, si chiede “di cosa dovremmo vergognarci? Di aver messo le imprese che vengono a sfruttare gli aiuti sul nostro territorio e poi lasciano da soli i lavoratori? Di aver rimesso al centro i diritti dei lavoratori? Questo provvedimento non esaurisce i temi che tocca, ma aggredisce i problemi entrando in una nuova dimensione politica. Non accettiamo le lezioni di chi ha governato questo paese per 25 anni portandolo in queste condizioni”.

