Roma, 7 ago – “E’ difficile poter fare un bilancio dopo appena due mesi di mera propaganda”. A parlare, a poco più di due mesi dalla nascita del Governo giallo-verde, è il deputato eletto in Sud America Eugenio Sangregorio, imprenditore calabrese emigrato giovanissimo a Buenos Aires e fondatore e presidente dell’USEI – Unione Sudamericana Emigrati Italiani. A lui abbiamo chiesto come sta vivendo l’esperienza a Montecitorio, che rapporto ha con la sua terra d’origine, cosa ne pensa del fenomeno dei “cervelli i fuga” e che consigli dare a un giovane italiano che emigra oggi. Sangregorio, ha detto che “la politica non è solo palazzo ma anche rapporti umani e emozioni”.
Ci racconta come ha vissuto i primi mesi da parlamentare?
“I primi giorni sono stati una buriana snervante, soprattutto per capire la complessa macchina della burocrazia che regola il palazzo. Da settimane, però, abbiamo iniziato a lavorare per rendere concreti i progetti, le idee, le promesse fatte durante la campagna elettorale. In questo senso sono emozionato perché porto tra gli scranni la voce di tanti nostri connazionali lontani dall’Italia ma vicini alla Patria, forse ancora di più, rispetto a chi la vive nel quotidiano. Se ho vinto, significa che il mio messaggio è riuscito ad abbattere il muro di diffidenza nei confronti dei politici di professione. All’algido, all’eloquio forbito, oggi è preferito chi esprime concetti anche complessi in maniera immediata e utilizzando parole semplici. Io voglio essere un politico del popolo; perché sono un uomo del popolo; non perché me lo imponga per motivi elettorali. Io sono stato e sono vicino alla gente. Per essa mi sono impegnato: nella vita come imprenditore, senza mai tirarmi indietro davanti alle sfide, e ora come deputato. Con lo stesso spirito ho intrapreso l’avventura parlamentare perché credo nella buona politica, quella della positività e della vicinanza alla gente”. (SEGUE)
