Roma, 14 ago – Attraverso un’attenta pianificazione e una scrupolosa navigazione tra i ghiacci artici, l’Unità si è diretta ulteriormente verso Nord – Est per cercare di distinguere la calotta polare artica, fino a spingersi alla latitudine massima di 81°50’N, ad una distanza di poco superiore ai 900 km dal Polo Nord geografico. In questo frangente l’Unità ha condotto attività di ricerca mirate attraverso l’impiego di sensori autonomi e non, capaci di rilevare parametri marini e condurre rilievi acustici di rumore ambientale raramente misurati in quest’area. Nonostante non sia ancora possibile estrapolare modelli acustici dell’ambiente esplorato, i dati raccolti risultano di straordinario interesse per le successive valutazioni acustiche e climatico-ambientale da parte dei ricercatori dell’Istituto Idrografico e degli Enti di ricerca imbarcati a bordo. Altro elemento fondamentale è stata la condivisione dei dati raccolti con la comunità scientifica internazionale; sono stati infatti messi adisposizione i dati batimetrici raccolti sia a favore dell’ufficio idrografico norvegese per l’aggiornamento dei documenti nautici ufficiali, sia dell’organizzazione internazionale General Bathymetric Charts of the Oceans (GEBCO), con specifico riferimento alle carte nautiche riguardanti l’oceano artico. L’intera attività, scientifica e di navigazione, ha assicurato nel suo complesso un grande bagaglio addestrativo, oltre che personale, per tutti i membri dell’equipaggio. La pianificazione della navigazione di trasferimento verso il Circolo Polare Artico, il continuo e meticoloso studio delle previsioni meteorologiche, l’approccio nei ghiacci, le manovre marinaresche per la messa a mare di tutta la strumentazione scientifica hanno riempito a pieno ritmo le giornate di tutti i marinai di Nave Alliance. (BIG ITALY / Red)