Roma, 17 ago – Secondo il giurista “si vive solo di presente e il passato viene usato esclusivamente per attacchi di campagna elettorale e per sottolineare la propria diversità. Che così sconfina in autoritarismo e dogmatismo. Pensi alla proposta di abolire la legge Mancino, mentre continuano ad esserci episodi preoccupanti di xenofobia, e questo nel momento in cui ricordiamo l’ottantesimo anniversario delle infami leggi razziali. L’orientamento dominante è di essere tolleranti solo verso l’intolleranza. Si dice ad esempio che le uova contro una persona non sono razzismo ma goliardia. Ricordo che a Dachau c’è scritto che chi dimentica il passato è condannato a ripeterlo”. E sulla minaccia di revoca della concessione ad Autostrade precisa: “Non conosco gli estremi di questa concessione e non so se vi sia stata una violazione che giustifichi la revoca in sede di autotutela. Mi preoccupa però la tendenza all’inversione del principio di non colpevolezza. Nel nostro Paese il sistema prevede garanzie e contraddittorio e anche, certo, la possibilità di adottare in via cautelare provvedimenti di urgenza. Ma tutto questo va valutato senza arrivare all’inversione dell’onere della prova. Può essere che la revoca sia fondata su elementi solidi e acquisiti. Ma avanzare questa ipotesi senza un minimo di istruttoria o minacciarla senza darle seguito mi preoccupa. E poi c’è un altro tipo di valutazione: così si introduce una forma implicita di diffidenza verso i giudici e la giustizia; pensi all’ipotesi di modifica della legittima difesa e al suo carattere di automatismo. La Costituzione è un manuale di sopravvivenza, bisogna applicarlo e bisogna che tutti abbassino i toni: maggioranza e anche opposizione, per uscire da una campagna elettorale permanente, altrimenti la ‘pacchia finisce’, ma per tutti”. (red)