Roma, 20 ago – “Dobbiamo sbrigarci. A Genova deve arrivare la via della seta dalla Cina. I cinesi possono puntare su un Paese che non garantisce la sicurezza delle strade? Qui a Genova abbiamo i più grandi armatori mondiali. Abbiamo gli occhi del mondo puntati addosso”. Lo afferma Edoardo Rixi, sottosegretario alle Infrastrutture, leghista, genovese, in una intervista a Libero. Una volta revocata la concessione ad Autostrade si farà una nuova gara o tornerà in mani statali? “Bisogna valutare. Se ci sono concessionari che dicono: ‘I nostri viadotti sono a rischio: o lo Stato investe 100 milioni o li lasciamo così’, allora meglio che quelle strade tornino allo Stato. In altri casi, il privato può continuare”. E aggiunge: “Dobbiamo dare una risposta immediata. Rifare il ponte, dare un casa degna a chi non ce l’ha, rinnovare l’impostazione dei contratti. Non si può pensare che un privato abbia miliardi per pagarsi gli avvocati e il pubblico gestisca con un pugno di eroi, armati di cesoia e scopa, i controlli”. E sugli ispettori del ministero dei Trasporti precisa: “Faremo verifiche interne per capire se ci sono state omissioni. Ma abbiamo avuto tagli enormi nei ministeri. C’è una struttura che non ha i mezzi”. Dopo Genova, ci sarà un ripensamento sulle grandi opere da fare, vista la necessità di fare manutenzione su quelle già esistenti? “Ricostruire viadotti importanti, è una grande opera. Vanno fatte entrambe le cose. E vanno fatte scelte. Da vent’anni la politica non sceglie”. (red)