Roma, 20 ago – “Non sono molto persuaso che la gestione dello Stato sia di maggiore efficienza”. Un’eventuale nazionalizzazione di Autostrade non convince il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, intervenuto al meeting di Rimini, dove si è dichiarato poco appassionato al dibattito innescato dal crollo del Ponte Morandi di Genova. “Prima di nazionalizzare bisogna revocare, se si arriverà alla fine della procedura”, secondo Giorgetti, che ha aggiunto: “Normalmente le concessioni si fanno preferire quando c’è da fare un’opera nuova perché c’è il concorso finanziario del privato – dice l’esponente della Lega – quando un’opera già esiste può darsi che sia possibile e opportuno gestirla direttamente da parte dello Stato. Però di conclusioni non ce ne sono ancora”. Rispetto all’atteggiamento da tenere nei confronti di Autostrade, garantisce Giorgetti, c’è comunque, “assoluta uniformità nell’atteggiamento del governo. Risponderanno alle contestazioni e su quello valuteremo”. Il governo, in ogni caso, “intende agire in modo razionale e con giustizia. La contestazione ad Autostrade è un atto dovuto che nel mondo tutti comprendono bene. Serve assoluto rigore”. Così come è “un atto dovuto” da parte di Autostrade “ricostruire il ponte nei più brevi tempi possibili: questo non ci dice nulla riguardo a tutto l’altro ragionamento sull’accertamento o meno di responsabilità”. (SEGUE)