Genova, 20 ago – Il progetto realizzato a Genova ha assunto però una ulteriore valenza educativa. Infatti il Consolato ha formato una squadra di dodici insegnanti, riconosciuti dalla FIDE, costituita da studenti universitari ecuadoriani. Oltre che in scuole e caserme si è voluto far entrare i neomaestri anche in penitenziari per impartire lezioni ai reclusi, proprio per la funzione educativa che si è ritenuto possa avere per i giovani vedere quali sono le conseguenze di comportamenti contro la legge. “I corsi di scacchi in carcere si tengono già in altri paesi come Ecuador, Stati Uniti e Spagna, e si sono svolte delle attività simili in altre case circondariali e di reclusione italiane, sono iniziative che possono essere viste come forma di reinserimento sociale” conclude Martha Fierro che, nell’esprimere soddisfazione per gli esiti del progetto, comunica, anche a nome della Fide e dell’Accademia Internazionale di Scacchi , l’’interesse ad avviare analoghe iniziative anche in altri istituti penitenziari italiani.
(Red)