Roma, 21 ago – Dei circa 60 centri di salute a N’Djamena, almeno 25 hanno un’unità nutrizionale terapeutica per i bambini affetti da malnutrizione acuta che non hanno ancora sviluppato complicazioni che richiedono il ricovero in ospedale. Oltre alle sei unità supportate da Alima/Alerte Santé, che operano dal lunedì al venerdì, la maggior parte delle altre, supportate dall’UNICEF, svolgono solo visite di controllo e distribuiscono una volta alla settimana razioni alimentari terapeutiche pronte all’uso. Questo rende ancora più complicato avere accesso rapido al trattamento medico-nutrizionale per i bambini in questa età critica.
“Dobbiamo considerare che quando un bambino è gravemente malnutrito, le sue funzioni metaboliche sono compromesse e il sistema immunitario ne risente. Questo è il motivo per cui possono facilmente contrarre infezioni e le complicazioni possono essere fatali” dice Okonta di MSF.
“Dobbiamo aumentare la capacità di ricovero ospedaliero, come abbiamo fatto con l’apertura di emergenza del centro di Ndjari, ma è fondamentale anche fare tutto il possibile per garantire che i bambini gravemente malnutriti siano curati in tempo nei centri sanitari, prima che sviluppino complicazioni”.
Per questo, in collaborazione con il Ministero della Salute ciadiano, MSF sta avviando attività medico-nutrizionali in due centri sanitari a N’Djamena e si sta preparando ad espandere ulteriormente questo tipo di attività in altre aree della città.
(red)