“La fuga dalle responsabilità è un classico italiano”. Dopo il crollo del ponte a Genova, il presidente Anac Raffaele Cantone, accusa, in una intervista a La Stampa: “Anche lo Stato è responsabile, privatizzazioni da rivedere. “Il sistema Paese è inadeguato: nessuno controlla e ci si affida al fato, salvo scatenarsi, dopo una tragedia, in un’inammissibile fuga dalle responsabilità. E sconvolgente” e “la manutenzione fa notizia solo dopo le tragedie. Passata l’emozione, si preferiscono i tagli di nastri”. Il presidente dell’Autorità anticorruzione va oltre la polemica sui concessionari privati: “Il tema è delicato e oggetto di indagini. Serve cautela e invece si danno per scontate cose che non lo sono. Nel crollo ci sono responsabilità omissive. Chi aveva l’obbligo di intervenire per evitare l’evento? Il concessionario, certo. E nessun altro? Effettivamente gran parte dei poteri è stata delegata al concessionario, ma non vuol dire che l’autorità pubblica può disinteressarsi dei controlli”, “lo Stato, non dimentichiamolo, resta proprietario delle infrastrutture anche se le dà in gestione. È inammissibile che abdichi alle sue responsabilità, delegando ai privati”, “servono regole chiare. L’ambiguità sulle competenze è disastrosa: tutti si sentono autorizzati a non fare niente”. (22 ago – red)