Lo ha chiamato il “delitto perfetto” quello compiuto sull’Ilva di Taranto il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio. In sintesi: “La gara è illegittima, ma non si può annullare. Per questo è un delitto perfetto”, ha detto durante una conferenza stampa convocata dopo aver ricevuto il parere in cui l’avvocatura ha espresso criticità rispetto alla gara che ha assegnato l’Ilva a Arcelor Mittal. “Per noi – ha spiegato il vicepremier – l’illegittimità dell’atto c’è perché c’è un eccesso di potere, ora si apre il fronte dell’interesse pubblico del piano ambientale”, ha aggiunto annunciando un immediato confronto con il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Di Maio chiarisce inoltre che non sono previste proroghe: l’amministrazione straordinaria dell’Ilva scadrà il 15 settembre prossimo.
LA REPLICA. Immediata la replica, affidata a twitter, dell’ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda: “Caro Luigi Di Maio il ‘delitto (im)perfetto’ è il tuo verso la nostra intelligenza. Se la gara è viziata annullala. ‘Potremmo se ci fosse qualcuno interessato’ e le altre fesserie del genere che ci stai propinando da mesi, dimostrano solo confusione e dilettantismo”. La senatrice Pd Teresa Bellanova rincara la dose: “Allucinante. Ci aspettavamo di conoscere finalmente il parere dell’Avvocatura dello Stato rimasto, a detta della stampa, diversi giorni nel cassetto del ministro. Ci siamo sorbiti invece il commento, confuso e sibillino oltre che concettualmente e politicamente pericoloso, di un incompetente ministro ad un parere che sarebbe stato secretato, cosa mai accaduta in passato e inconcepibile per un atto dell’amministrazione pubblica”. Replicano al ministro anche i sindacati: “Non intendiamo essere parte o vittime di quello che il ministro ha definito un delitto perfetto – afferma in Francesca Re David, leader della Fiom – Proprio per questo non parteciperemo ad alcuna trattativa parallela con Mittal mentre in altra sede si decidono i destini dell’Ilva. Ricordando che spetta proprio al governo dare il via libera al passaggio di consegne, chiediamo, ancora una volta, che lo stesso governo assuma un ruolo attivo in questa vicenda convocando un tavolo di confronto che affronti e risolva i problemi denunciati dallo stesso ministero, cambiandone i presupposti, a partire da quelli ambientali e occupazionali”. La Fim Cisl “ha la sensazione che per il ministro Di Maio il passaggio dell’Ilva a Mittal vada comunque bene e che questi approfondimenti in atto abbiano solo finalità politiche o, nella migliore delle ipotesi, che qualcuno prenda al posto suo la responsabilità di chiudere definitivamente lo stabilimento”.
(Red – 23 ago)