Roma, 23 ago – Anche sul fronte dei moduli abitativi, in questi anni ci sono stati molti ritardi e problemi che per l’associazione ambientalista collegati anche ad una mancata pianificazione preventiva delle aree preposte ad ospitare gli sfollati in caso di emergenza. Se ci fosse stata prima una pianificazione si sarebbe potuto accelerare di molto i tempi. Da un’analisi dello stato di avanzamento dei lavori si evince, infatti, che molto è dipeso dai tempi in cui i Comuni hanno individuato e segnalato le aree idonee ad ospitare le SAE. Per esempio, per il Comune di Camerino solo a fine aprile 2017 è stata consegnata la prima area idonea e le ultime due a novembre scorso, a oltre un anno dal sisma.
Infine, nel report Legambiente fa il punto sulla messa in sicurezza dei beni culturali. La stessa relazione presentata a metà luglio dal segretario dell’Unità di crisi regionale MIBACT delle Marche evidenzia una vera e propria emergenza sullo stato del patrimonio culturale recuperato nelle Marche, la regione più colpita. Qui dei 13.211 beni mobili complessivamente recuperati, solo 1.563 si trovano in 2 depositi gestiti dal MIBACT. Uno è la Mole Vanvitelliana di Ancona, data in concessione gratuita al MIBACT dal Comune di Ancona ed ospita 1.423 beni, l’altro è il Forte Malatesta di Ascoli Piceno di proprietà del Demanio dato in concessione al Comune di Ascoli Piceno, sede del Museo Civico che ai piani inferiori ospita i restanti 140 beni. Gli altri 11.648 sono in vari luoghi di ricovero: tre depositi nella Diocesi di Camerino, due depositi nella Diocesi di Ascoli Piceno, uno nella Diocesi di Fermo, un deposito nel comune di Amandola, uno nell’Istituto Campana a Osimo. E poi “altri luoghi di ricovero temporaneo”, per esempio “conventi annessi alle chiese danneggiate”.
Inoltre non tutte le opere sono state tolte dagli imballaggi provvisori, sono ancora numerosi gli affreschi su cui è necessario intervenire per metterli in sicurezza. Per questo Legambiente rivolge un appello anche al Ministro Bonisoli affinché vi sia da parte sua un vivo interessamento dato che il patrimonio culturale marchigiano aspetta ancora di essere messo in sicurezza. (red)