Roma, 24 ago – “Non è dal Pd fischiato a Genova che i dem devono ripartire ma dalla rifondazione di un progetto ideale solido e organico per i progressisti e dalle persone, allargando anche agli elettori moderati che non si riconoscono nel progetto di democrazia illiberale di Salvini e di Di Maio. Per questo occorre andare oltre il Pd”. Intervistato da Repubblica, Carlo Calenda, l’ex ministro dello Sviluppo economico, attaccato su Ilva dal vicepremier e suo successore al ministero Luigi Di Maio, contrattacca (“Di Maio ha messo su un circo”) e propone una strategia peri il centrosinistra. “Il Pd – afferma Calenda – deve ripartire dalle idee: dalla fondazione di un nuovo pensiero progressista con un ruolo molto più forte per lo Stato nelle trasformazioni. Non sto parlando affatto di buttare soldi nelle nazionalizzazioni, ma di un ruolo dello Stato simile a quello svolto nel dopoguerra o nella fase del New Deal con un ripensamento della società e degli strumenti per potenziare l’uomo, e non solo la tecnologia e l’economia”. “Si tratta di rifondare un pensiero progressista organico, di difendere la democrazia liberale che da un lato Salvini e Orbán vogliono abbattere per seguire le sirene del Putinismo, dall’altro i 5Stelle smantellare in nome di una finta democrazia diretta. E soprattutto aprire il confronto con tutti quei cittadini anche moderati che non vogliono vedere l’Italia rischiare il default, impoverirsi ancora di più, emarginarsi e diventare come Ungheria e Polonia”. “Per rafforzare l’opposizione dobbiamo costituire un governo-ombra, marcando a uomo questi ministri incapaci”. (red)