In poco più di 24 ore, dalle 8.30 di ieri mattina alle 9.30 di oggi, nel mondo sono stati registrati dall’autorevole database della Johns Hopkins University 352.752 contagi nonché 10.854 decessi da Covid-19 con un decremento di 81.889 casi e 4.297 morti rispetto alle 24 ore precedenti. Si tratta ancora di dati che, seppure influenzati dal calo fisiologico delle rilevazioni del fine settimana, sembrano comunque confermare il trend in calo della malattia rispetto alla sua violentissima recrudescenza nel periodo intercorso tra novembre e i primi giorni di febbraio. La macroarea più colpita a livello planetario si confermano le Americhe, seguite dall’Europa. L’incognita è rappresentata dalle varianti del virus, che potrebbero far precipitare la situazione nell’arco di pochi giorni. Fino ad oggi, dalla comparsa del morbo, a livello mondiale si segnalano 108.565.661 contagi di cui 2.394.346 risultati letali. A livello di singoli paesi, gli Stati Uniti restano di gran lunga la nazione più colpita e hanno ampiamente superato la soglia delle 480mila vittime (484.248 di cui ben 3.361 nelle ultime 24 ore secondo i dati della Jhu mentre per il Nyt le vittime dell’ennesima giornata di sangue sul fronte del Covid negli States sarebbero 3.373) su 27 milioni e 575mila infezioni accertate. Sul fronte dei contagi la classifica (limitatamente alle nazioni che hanno oltrepassato i due milioni di casi) prosegue con l’India (10,90 milioni), il Brasile (9,80). la Gran Bretagna (4,03). Stando ai dati della Jhu, anche la Russia ha oltrepassato nelle ultime ore la barriera dei quattro milioni d’infezioni totali, che secondo l’ateneo di Baltimora sarebbero ormai 4.026.506. A tale riguardo va però sottolineato che i dati della Johns Hopkins non coincidono con quelli delle autorità di Mosca che segnalano un totale ancora più pesante di contagiati: 4.071.883, si cui 14.185 nelle ultime 24 ore, con un trend in lento ma costante calo. Seguono quindi la Francia (3,46), la Spagna (3,05), l’Italia (2,71), la Turchia (2,57), la Germania (2,34), la Colombia (2,19) e l’Argentina (2.02).
La situazione cambia se si prendono in esame i dati relativi alla mortalità. In questo caso al secondo posto si colloca il Brasile con 238.532 decessi, dei quali 1.043 rilevati nell’ultimo bollettino, mentre in terza posizione si trova il Messico che piange 173.771 172.557 vittime (+1.214). Sempre a livello di mortalità, alle spalle del Messico si trova l’India dove il morbo appare ormai in fortissimo regresso. Nel subcontinente si sono registrati 92 morti nelle ultime 24ore (il giorno prima 103, quello prima ancora 87) per un totale di 155.642 vittime. In quinta posizione figura la Gran Bretagna, primo paese europeo ad aver oltrepassato la soglia delle 100mila vittime ( 117.128, +621), mentre al sesto posto si trova l’Italia che ha purtroppo oltrepassato le 93mila vittime (93.356, +311, il giorno precedente +316). La terribile classifica prosegue con la Francia (81.647, +199), e quindi con la Russia che ha oltrepassato la soglia degli 80mila morti dopo la rilevazione dell’ultimo bollettino (80.126, +430). Ancora dietro la Germania (64.990, +218). (14 FEB – deg)