Roma, 22 mar – Nelle tecnologie verdi sono fondamentali i fotocatalizzatori, materiali
che usano la luce solare per stimolare reazioni chimiche importanti per l’ambiente. I
processi fisici alla base del loro funzionamento non sono ancora del tutto compresi. Ora
una collaborazione tra l’Istituto nanoscienze (Cnr-Nano) e l’Istituto di struttura della
materia (Cnr-Ism) del Consiglio nazionale delle ricerche, l’Università di Modena e Reggio
Emilia, l’Università di Bologna ed Elettra Sincrotrone Trieste chiarisce i meccanismi
ultraveloci di trasferimento di energia che avvengono in materiali fotocatalizzatori
ibridi. I risultati ottenuti contribuiranno a migliorare l’efficienza di nuovi materiali
per la fotocatalisi applicati all’energia e all’ambiente. Lo studio è pubblicato sulla
rivista Nano Letters. I ricercatori hanno studiato fotocatalizzatori ibridi costituiti da
nanoparticelle metalliche combinate con degli ossidi semiconduttori. “In questi materiali
le nanoparticelle assorbono la luce attraverso oscillazioni collettive degli elettroni,
note come risonanze plasmoniche, e trasferiscono l’energia assorbita all’ossido con un
meccanismo non completamente compreso, ma fondamentale per determinare la buona o cattiva
efficienza del catalizzatore”, spiega Paola Luches di Cnr-Nano, che ha coordinato lo
studio. “Ora abbiamo dimostrato che le nanoparticelle metalliche trasferiscono elettroni
all’ossido tramite un processo ultraveloce e molto efficiente, che avviene entro un tempo
brevissimo, inferiore a 200 femtosecondi (1 femtosecondo è uguale a un milionesimo di
miliardesimo di secondo), dal momento in cui la luce viene assorbita”. (BIG ITALY / SEGUE)
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