Roma, 27 ago – La mostra si chiude idealmente con la sezione Tra arte e documento che presenta le opere di quelli che allora erano ancora fotoamatori, quali Tranquillo Casiraghi, Pietro Donzelli, Paolo Monti, Mario Giacomelli, Mario Ingrosso, Ugo Zovetti, Nino De Pietro, Cesare Colombo, Alfredo Camisa, Mario Cattaneo, Stefano Robino, protagonisti della scena culturale dell’epoca. Infatti, tra il 1943 e il 1960 si discusse molto sul valore creativo della fotografia e del suo futuro. Per alcuni il neorealismo rappresentava una rigida restrizione dell’espressione che soffocava il potenziale creativo del fotografo. Altri ritenevano che se la fotografia non avesse mantenuto un legame con la vita reale e si fosse intrisa di un forte senso civico, avrebbe rischiato di diventare un esercizio formale. I dibattiti che ne scaturirono, gettarono le basi per il futuro della critica fotografica in Italia. L’edizione inglese del catalogo NeoRealismo: The New Image in Italy, 1932-1960, pubblicato da DelMonico Books•Prestel, in co-edizione con Admira Edizioni, conterrà un testo inedito del regista Martin Scorsese, appassionato del neorealismo italiano, e contributi di Gian Piero Brunetta, professore di Storia e critica del cinema all’Università degli Studi di Padova, Bruno Falcetto, professore del Dipartimento di Letteratura, Filosofia e Linguistica all’Università degli Studi di Milano, Giuseppe Pinna, storico dell’arte, ed Enrica Viganò, curatrice della mostra e del libro, già pubblicato nelle edizioni italiana, spagnola e tedesca. (BIG ITALY / Red)