Roma, 28 ago – “In quel centrosinistra di cui straparlano si è privatizzato liberalizzando e in tanti casi si è mantenuto un sostanziale controllo pubblico. Prima di affermare certe cose, Toninelli farebbe bene ad andare a vedere chi è l’unico ad aver rimesso mano davvero ad una concessione, e come l’ha fatto”. Così a Repubblica Pier Luigi Bersani che ricorda che “Nella Finanziaria del 2001 ho inserito una norma che cancellava le concessioni per le tratte in fase finale dell’Alta velocità ferroviaria e introduceva le procedure pubbliche di gara mettendo in subbuglio tutto il sistema delle costruzioni. Quando si parla di centrosinistra ci si ricordi di questo. Così siamo riusciti a risparmiare il 30% del costo delle opere. Ma poi il governo successivo, quello guidato da Berlusconi e del quale faceva parte anche la Lega, ripristinò le concessioni. Ripeto, Toninelli prima di parlare vada a vedere come si fa ad arretrare dalle concessioni”. Eppure è innegabile che l’intero processo delle privatizzazioni e, dunque, anche gli effetti di quelle che si sono risolte nel semplice passaggio di una rendita dal pubblico al privato, abbiano avuto come principali protagonisti i governi di centrosinistra. “In quelle stagioni lì – spiega Bersani – siamo stati condizionati da fattori pesanti. C’era un debito pubblico gigantesco e il pressing di Van Miert (Karel Van Miert, commissario europeo per la Concorrenza dal 1993 a11999, ndr), Insomma, il percorso che ci ha portato nella moneta unica ci costringeva alle privatizzazioni. Ma io mi sono mantenuto sempre fedele a due principi fondamentali: non si privatizza senza liberalizzare e le concessioni vanno evitate il più possibile. Una cosa o è pubblica o è privata. Se è pubblica e il pubblico decide di esternalizzare una funzione o un intervento, si deve andare a gara”.
(red)