Pisa, 29 ago – Nell’antichità e nel medioevo Pisa e il suo territorio si avvalsero di un sistema di porti e approdi marittimi e fluviali la cui ubicazione e vitalità variò nel tempo in relazione alle continue, progressive trasformazioni geomorfologiche della fascia litoranea, tra cui l’avanzamento della fascia costiera e l’evoluzione dei corsi fluviali. Fra questi scali, le fonti antiche citano in particolare quello ubicato in un’area naturalmente protetta, ormai da tempo interrata, corrispondente alla periferia nord nord est di Livorno. Le stesse fonti lo denominarono Portus Pisanus, indicandone con precisione la distanza dal porto di Vada, a sud, e dalla foce dell’Arno del tempo, a nord. Il nome di Portus Pisanus è attestato dal V-VII secolo d.C., ma potrebbe essere più antico. Le fonti antiche lo descrivono come un porto sicuro, ampio e ricco di traffici. Già alla metà del 1700 Targioni Tozzetti, grande naturalista studioso delle fonti antiche, aveva osservato alla periferia nord est di Livorno, in località Santo Stefano ai Lupi, le imponenti rovine di un abitato antico e molti reperti archeologici che attribuì al Portus Pisanus di età romana. Scavi condotti alcuni anni fa dalla Soprintendenza per il Beni Archeologici della Toscana (dottoressa Silvia Ducci) e dalla Università di Pisa (professoressa Marinella Pasquinucci) hanno confermato questa ubicazione e messo in luce alcuni edifici romani pertinenti all’abitato del Portus Pisanus, la relativa necropoli, una piccola banchina in pietre e pali di legno, e alcuni settori di un fondale frequentato da imbarcazioni dal VI secolo a.C. al VI d.C., cosparsi di frammenti ceramici, anfore, pietre da zavorra gettate in acqua durante le operazioni di imbarco/sbarco merci. Nonostante questa ricchezza di dati storici e archeologici, sino a oggi non era mai stata documentata nel sottosuolo la presenza di una laguna compatibile con l’insediamento portuale. Lo studio dettagliato di un carotaggio realizzato in un punto chiave della pianura alluvionale ha permesso infatti di ricostruire in 9 metri di successione stratigrafica 8.000 anni di storia, che raccontano le principali tappe evolutive dell’area che ospitò il porto antico di Pisa. (PO /BIG ITALY /red)