Roma, 3 set – “Tre mesi dopo la stretta di Salvini sull’immigrazione comincia a farsi sentire e l’effetto pratico rischia di trasformarsi in un micidiale boomerang. Da giugno ad agosto il Viminale si sta trasformando in una macchina ‘sforna clandestini’ per usare un lessico familiare al ministro dell’Interno”. Lo scrive oggi il quotidiano La Repubblica, citando uno studio dell’Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale), che elaborando dati del Viminale ha messo in luce come la linea dura sulle richieste asilo voluta dal ministro dell’Interno abbia prodotto 12.450 nuovi irregolari nei tre mesi di attività del governo giallo-verde. E inoltre, sottolinea Repubblica, ci sono stati solo 1350 rimpatri effettivi, in diminuzione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. “La stretta anti-immigrati di Salvini – scrive ancora Repubblica – avrebbe come effetto paradossale di creare 60 mila nuovi irregolari in due anni, per intenderci migranti che (non essendo fisicamente riportati indietro e non avendo alcun diritto a forme di accoglienza) andrebbero ad aggiungersi a quanti sono costretti a vivere ai margini delle città, in condizioni sociosanitarie non dignitose e che, come confermano gli ultimi dati disponibili, finiscono con il commettere reati 20 volte di più dei migranti regolari. Insomma, tutto quello che spaventa quel pezzo d’Italia (ben il 73% secondo l’istituto Cattaneo) che ha una percezione distorta del fenomeno immigrazione, ritenendo che nel nostro Paese ve ne siano quattro volte di più”. (SEGUE)