Roma, 3 set – Ma l’attenzione al necessario potenziamento non è neanche all’orizzonte, e così il Corpo dei Vigili del Fuoco riceve “solo” applausi e riconoscimenti formali, mentre in concreto non avviene niente o quasi: poche centinaia di assunzioni programmate dal Governo precedente e da quello attuale. Vi è inoltre un ulteriore paradosso per il quale è difficile trovare una spiegazione: i Vigili del Fuoco guadagnano mediamente il 20% in meno degli altri addetti alla sicurezza (come poliziotti e carabinieri): 1.200/1.300 euro al mese per un lavoro rischioso ed usurante. «Questo presidio essenziale per la sicurezza dei cittadini – dichiara sempre Tullio Del Sette – non è mai stato inquadrato organicamente nel Comparto Sicurezza, ed anche per questo è stato difficile negli scorsi anni identificare un automatismo per gli aumenti salariali, quando questi sono stati decisi per le Forze dell’ordine». Lo scorso luglio il Governo ha varato la legge delega per il riordino delle carriere dei VVFF, e fra pochi giorni, il 5 settembre, il provvedimento deve ottenere il parere delle Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato. «C’è da augurarsi che in questa occasione – conclude Tullio Del Sette – l’eco dell’apprezzamento degli italiani risuoni forte tra i banchi delle Commissioni, e che questo passaggio non si riveli un’ulteriore occasione perduta. Sia un’occasione colta per intraprendere un percorso virtuoso che porti agli attesi completamenti del riordino dei ruoli e del contratto del Comparto Sicurezza e Difesa, arricchito dal Soccorso pubblico».(red)