Roma, 3 set – Si può portare il cibo da casa a scuola: il Consiglio di Stato conferma il pronunciamento del Tar, respingendo l’appello presentato dal Comune di Benevento (guidato da Clemente Mastella) e bocciando il regolamento che imponeva la mensa pubblica nelle scuole della città e vietava di portare cibi da casa, per il fatto che ciò potrebbe “rappresentare un comportamento non corretto dal punto di vista nutrizionale, oltre che una possibile fonte di rischio igienico sanitario”. Il Comune aveva previsto l’obbligatorietà, per tutti gli alunni delle scuole materne ed elementari, del servizio di ristorazione scolastica, stabilendo inoltre che nei locali in cui si svolgeva la refezione scolastica non fosse consentito consumare cibi diversi da quelli forniti dall’impresa appaltatrice del servizio. Secondo quanto deciso dai giudici del Consiglio di Stato, nel merito l’appello è infondato perché “il regolamento impugnato presenta plurimi profili di illegittimità, già evidenziati dalla sentenza appellata, che merita di essere confermata”. Per i magistrati amministrativi, infatti, “vi è, anzitutto, un’incompetenza assoluta del Comune, che – spingendosi ultra vires – con il regolamento impugnato impone prescrizioni ai dirigenti scolastici, limitando la loro autonomia con vincoli in ordine all’uso della struttura scolastica e alla gestione del servizio mensa”. Il regolamento, in particolare, interferisce con la circolare del Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca del 3 marzo 2017, rivolta ai direttori degli Uffici scolastici regionali, che ha confermato la possibilità di consumare cibi portati da casa, dettando alcune regole igieniche ed invitando i dirigenti scolastici ad adottare una serie di conseguenziali cautele e precauzioni. (SEGUE)