Roma, 4 set – L’estate dei Musei del Bargello di Firenze continua con mostre e concerti per rispondere al meglio alle esigenze degli amanti dell’arte, della storia e del Rinascimento fiorentino. Con l’inizio di settembre riprendono anche i Concerti al Bargello, una serie di concerti da camera (il 6, 16, 23 e 27 settembre) organizzata dal Museo Nazionale del Bargello in collaborazione con Fondazione Teatro del Maggio Fiorentino. Fino al 23 settembre, inoltre, al Museo del Bargello, è possibile visitare la mostra “Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento”, una grande esposizione, organizzata insieme alle Gallerie degli Uffizi (dive si tiene la sezione dedicata alle e testimonianze artistiche dei contatti fra Oriente e Occidente), che consente di scoprire i mille fili che legano Firenze all’Oriente attraverso una splendida carrellata di oggetti unici e preziosi. Protagonista di questa iniziativa congiunta tra Bargello e Uffizi è dunque l’arte islamica con i suoi straordinari tappeti, i “mesci roba” e vasi “all’azzimina”, ovvero ageminati (tecnica di lavorazione dei metalli per ottenere una decorazione policroma), i vetri smaltati, i cristalli di rocca, gli avori, le ceramiche a lustro: queste ultime in verità provenienti dall’Islam occidentale, la Spagna, e da noi chiamate majolica dall’ultimo porto di partenza, Majorca. La giraffa che il Sultano d’Egitto Qayt Bay inviò in dono a Lorenzo il Magnifico nel 1487, e che testimoniava i buoni rapporti che intercorrevano fra la corte dei Medici e il mondo islamico, ebbe purtroppo vita breve: seppure tenuta in stalle speciali fatte appositamente costruire nella villa di Poggio a Caiano e in via della Scala, a Firenze, si incastrò con la testa fra le travi del soffitto e morì, spezzandosi l’osso del collo, meno di due mesi dopo. Animale praticamente sconosciuto nella Firenze di allora, fu celebrato in pittura da artisti come Francesco Botticini, Giorgio Vasari, Bachiacca, Piero di Cosimo. Quella impagliata che si vede agli Uffizi , proveniente dal museo di storia naturale de La Specola, è invece quella che il Vicerè d’Egitto donò al Granduca Leopoldo II negli anni 30 del XIX secolo. Al Museo di Palazzo Davanzati è invece visitabile la mostra “Omaggio a Elia Volpi pittore”, la cui chiusura è stata prorogata al 30 ottobre. L’esposizione, allestita nella loggia d’ingresso del Palazzo, è un’originale narrazione visiva della poliedrica figura di Elia Volpi, considerato il padre del Museo di Palazzo Davanzati, qui presentato nella sua veste più intima e meno conosciuta di pittore. L’estate dei Musei del Bargello si concluderà, a fine mese, con il week-end delle Giornate Europee del Patrimonio, quando il Museo Nazionale del Bargello offrirà una vera e propria “maratona” museale con apertura no-stop dalle 8 alle 24.(red)