Roma, 4 set – Non ci sono divergenze all’interno dell’Unione Europea su quanto sta accadendo a Tripoli, capitale della Libia, dove da giorni le truppe di al-Serraj si scontrano con la Settima Brigata. Ad assicurarlo è la Commissione europea, tramite la portavoce Maja Kocjiancic, secondo cui “gli Stati membri discutono regolarmente la situazione e mantengono una posizione unita”, posizione che “sostiene gli sforzi del rappresentante speciale delle Nazioni Unite, Ghassan Salamè, per trovare una soluzione politica”. Il riferimento è alle accuse alla Francia arrivate da alcuni ambienti politici italiani (in particolare dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni) di interferenze in Libia per propri tornaconti personali. E lo stesso Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, spiega che “il Parlamento europeo deve far sentire la sua voce sulla crisi in Libia nella prossima plenaria. Solo agendo uniti possiamo lavorare per la pace e la stabilità. Gli Stati Membri devono smettere di promuovere le proprie agende nazionali, danneggiando tutti i cittadini europei”. Mentre l’Unione Europea assicura che la missione Sophia continua senza intoppi, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati esorta le parti in conflitto a risparmiare i cittadini e le infrastrutture civili e a consentire l’accesso ad aree più sicure a coloro che cercano protezione.
(SEGUE)