Roma, 4 set – Il primo a contestare le parole di Toninelli è stato Maurizio Lupi di Noi con l’Italia: “Se ha subito pressioni – ha attaccato l’ex ministro delle Infrastrutture – il ministro faccia i nomi, perché sarebbe un reato”. Poi interviene un altro ex ministro, Andrea Orlando del Pd: “Toninelli dovrebbe, come pubblico ufficiale, denunciare il reato alla magistratura”. “Ci dica i suoi turbamenti e gli saremo vicini” le parole di Vittorio Sgarbi. Anche il deputato di Forza Italia ha chiesto: “Toninelli faccia i nomi qui in aula”. “Oggi abbiamo assistito al remake dell’audizione del 27 agosto – ha detto invece il deputato genovese Luca Pastorino, segretario di presidenza per Liberi e Uguali – Ministro Toninelli vada a dire agli sfollati che ha ricevuto delle pressioni per non pubblicare gli atti delle concessioni: lo vada a dire a tutta Genova. Noi abbiamo chiesto un piano per la città, che ha bisogno di un governo che ci sia. È stato annunciato un decreto, senza che siano stati indicati i tempi e i contenuti. Lo avevamo chiesto dopo 2 giorni e ne sono passati 22 di giorni”. Commenta le parole di Toninelli anche Matteo Renzi: “Toninelli dice di aver ricevuto ‘pressioni esterne e interne’. Pressioni? Ma è gravissimo. Pressioni di chi? Perché non ha denunciato? Fuori i nomi! Se un Ministro riceve delle pressioni deve andare in Procura e denunciare: fuori i nomi. Se non denuncia significa che è colluso oppure che è bugiardo. O più semplicemente che non è adatto a fare quel mestiere”. Anche il presidente della Camera, Roberto Fico, viene chiamato in causa. “Il mio compito è che l’Aula sia al cento per cento trasparente – si difende Fico – Per quel che riguarda il resto, ognuno si assume la propria responsabilità – ha aggiunto – la mia è di garantire il proseguimento del dibattito, il governo si assuma la sua”. (Gil)