Roma, 5 set – Senza sottovalutare l’incertezza e le variabili legate al fatto che gli esseri umani non sono tutti uguali e non agiscono in modo del tutto prevedibile, gli studiosi sottolineano che la fisica può facilitare l’analisi del comportamento sociale attraverso l’utilizzo di metodi applicati già ad altri settori compresi i big data, ovvero l’analisi di quella enorme mole di dati eterogenei prodotti dalle reti web e dalle nuove tecnologie. Oltre all’analisi dei dati, la fisica può contribuire alla comprensione delle interazioni umane anche creando dei modelli per fenomeni come la diffusione delle notizie e delle malattie o la formazione di gruppi sociali e partiti politici. «La visione e la mentalità della fisica non sono solo utili – afferma Caldarelli – ma direi necessarie per affrontare i problemi sociali. Per far sviluppare la “Fisica per la società” noi fisici dovremmo lasciare la nostra zona di comfort e dare vita a collaborazioni non convenzionali con ricercatori di altre discipline come gli economisti informatici e sociali e i matematici, per fare un esempio. Tutti insieme potremmo progettare con successo una società futura più sostenibile e più equa». «Mi rallegro con il prof. Caldarelli, Ordinario alla nostra Scuola, e i suoi collaboratori per l’interessante editoriale accolto dall’autorevole Nature Physics, che ben ricalca la prospettiva di ricerca multidisciplinare che la Scuola porta avanti da tempo. Siamo convinti che la comprensione delle interazioni umane e delle dinamiche sociali richieda un approccio integrato tra discipline diverse, coniugando metodologie di studio proprie dell’economia, della fisica, dell’informatica, delle scienze umane, della psicologia comportamentale e delle neuroscienze sociali» commenta il prof. Pietrini, direttore della Scuola IMT. (BIG ITALY / Red)