“Se c’è qualcuno che ha fatto un sequestro nei confronti di quei migranti è stata l’Europa, che non è stata in grado di comprendere le richieste che stavamo facendo.”. Queste le parole del ministro delle Difesa Elisabetta Trenta, ad Agorà Estate, su RaiTre, sul caso Diciotti.
LIBIA, NO ALL’AZIONE MILITARE – Sulla Libia “seguiamo una strategia precisa che mira al rafforzamento del contesto di sicurezza e della capacità di governance. Credo fermamente che sia indispensabile in questo momento dare sostegno alle autorità locali e alle aziende di Stato” ed “escludo categoricamente ogni intervento militare, anche perché cosa porterebbe? Ricordiamo tutti l’errore del 2011, che ha finito per creare maggiore instabilità mettendo a rischio in primis l’Italia. Dobbiamo ricordare le lezioni del passato”, ha affermato Trenta in una intervista al Corriere della Sera. E di Haftar dice: “Penso che debba essere considerato un interlocutore in Libia, poiché rappresentativo di una realtà. Occorre dialogare con tutti”. Parla anche di responsabilità della Francia per la crisi libica: “Non abbiamo detto nulla di nuovo, i francesi stessi hanno riconosciuto alcuni errori, ora quel che è importante è che l’Unione Europea si mostri compatta al fianco dei libici” ed “i libici hanno bisogno di essere sostenuti, non di ingerenze”. E precisa: “I buoni rapporti con Parigi sono fondamentali, ma mi permetta di dire che in questo momento la mia attenzione è rivolta alla sicurezza del nostro Paese. Questa è la prima delle priorità. E tra alleati, ogni tanto, fa anche bene parlarsi chiaro, questo non implica alcuna lacerazione dei rapporti”. (PO / red – 6 set)