Roma, 8 set – La Federazione Impiegati Operai Metallurgici ha pubblicato il rapporto di luglio 2008 sui migranti. “Tredici è il numero dei neonati morti annegati sulle rotte dell’immigrazione nel Mediterraneo nel solo mese di luglio. Undici al largo delle coste andaluse, due nel Canale di Sicilia, dove sono annegate anche due donne incinte. Sono i figli dei viaggi lunghi anni che le loro madri – somale, nigeriane, eritree – percorrono alla volta dell’Europa. Sono i figli della speranza che carica di tante aspettative il loro arrivo nel Vecchio continente. Le madri non hanno scelta. Non possono lasciarli da soli in Paesi stranieri come il Marocco o la Libia. Soprattutto le donne rifugiate. E allora li portano con sé, salgono sugli zodiac coi pannolini e si tengono strette a una preghiera. Le stragi dell’immigrazione non si fermano. Sono almeno 158 le persone che hanno perso la vita nel mese di luglio tentando di raggiungere l’Europa. Tra Libia, Malta e Italia, le vittime sono almeno 48. Sulle rotte tra il Marocco e la costa spagnola dell’Andalusia sono invece annegate 30 persone, tra le quali si contano almeno cinque donne e 11 bambini neonati. Altri 18 migranti sono morti al largo delle isole Canarie, sempre in Spagna. Mentre tra l’Algeria e la Sardegna due imbarcazioni si sarebbero rovesciate in alto mare, facendo 38 dispersi. Un altro naufragio al largo dell’isola francese di Mayotte, nell’oceano Indiano, ha fatto sei morti e molti dispersi. Mentre due uomini hanno perso la vita nei pressi di Calais, in Francia”.
(SEGUE)