Roma, 8 set – “Che cosa deve fare di più il presidente Saracini dopo aver chiesto responsabilità a Romagnoli e ai suoi e dopo aver chiesto alla rappresentanza diplomatico-consolare di Atene di far rispettare la legge del Comites che esplicitamente vieta forme di boicottaggio istituzionale? – ha continuato l’esponente del Pd – Personalmente, in passato, mi sono fatto carico di evidenziare una contiguità tra rappresentanti diplomatici e consolari che ad Atene troppe volte si sono comportati più come funzionari di partito che come rappresentanti di uno Stato. Spero che quei tempi e quei “rappresentanti” siano definitivamente tramontati, e spero che chi, a Roma come ad Atene, è deputato ad assumere decisioni, fughi qualsiasi dubbio e faccia, rapidamente, quello che non ha ancora fatto, quello che è giusto fare e quello che le leggi approvate dal Parlamento prevedono. Per seguire più da vicino questa vicenda sarò personalmente ad Atene nei prossimi giorni. Inoltre abbiamo già presentato una specifica interrogazione parlamentare e chiesto una serie di incontri per avere spiegazioni. Ho profonda stima del segretario generale del CGIE e del comitato di presidenza che stanno facendo un ottimo lavoro – ha concluso Luciano Neri -. Mi permetto, però, di nutrire qualche dubbio sulla scelta di assegnare un’indagine conoscitiva a Massimo Romagnoli, cioè al principale responsabile di questa situazione. I sei esponenti della lista degli Azzurri nel mondo di Atene non hanno alcuna autonomia e fanno solo quello che vuole Romagnoli e non c’è niente da indagare su una situazione che è conosciuta da tre anni e che è stata puntualmente e con continuità riferita a tutti gli organismi deputati dal presidente del Comites”.
(Erg)