Roma, 10 set – “L’obiettivo è avviare il contratto di governo, dalla flat tax, alla pace fiscale, alla quota 100 per le pensioni, in un’ottica di legislatura. Non si può fare tutto in un anno. Il nostro impegno è quello di portare l’Irpef al 15% nel giro di tre anni”. Lo spiega Armando Siri, sottosegretario alle Infrastrutture e consigliere economico di Matteo Salvini, in un’intervista al Corriere sella Sera, alla vigilia del vertice della Lega sulla manovra di bilancio 2018. “Daremo subito un segnale molto forte ai titolari delle partite Iva applicando un’imposta piatta – continua Siri -. Stiamo valutando le soglie, potrebbero essere il 15% fino a 65 mila e il 20% per la parte eccedente, fino a 100 mila euro. Fino a 65 mila euro sarebbe un’imposta forfettaria che assorbirebbe tutto, anche l’Iva”. Si applicherebbe a “professionisti, artigiani, società di persone, snc, sas, le srl cosiddette ‘in trasparenza’. Un milione e mezzo di soggetti, due milioni con il tetto a 100 mila euro”. Ci sarà anche lo sgravio dell’Ires sugli utili reinvestiti dalle società di capitali? “Vogliamo ridurre l’aliquota al 15% – risponde Siri – per chi reinveste i profitti in beni strumentali, posti di lavoro, o li destina all’aumento del capitale fino a un milione di euro. Ed estenderemo il regime, per tre anni, alle imprese che riportano la produzione in Italia, a prescindere dalla dimensione”. Per quanto riguarda l’Irpef “stiamo valutando l’opportunità, l’impatto, la spesa. Ragioniamo su come procedere: se ridurre l’aliquota sul primo scaglione subito, o immaginare qualcosa di più importante dopo. Consideriamo l’opportunità di intervenire più incisivamente tra un anno. Deve essere un intervento ben percepibile. Il traguardo è il 15% entro tre anni”. (Red)
