Roma, 11 set – Che tipo di memoria si costruisce sulla violenza della dittatura? Cosa si ricorda e cosa invece resta nell’oblio? Cosa si fa oggi con quel passato? “La dimensione oscura” di Nona Fernández, Gran Vía Edizioni si muove intorno a queste problematiche. Tutta l’opera dell’autrice, in realtà, è stata smossa da questi interrogativi, che tornano nel suo ultimo romanzo più forti che mai. Dopo il folgorante esordio con Mapocho, Nona Fernández torna in Italia con un’opera che ha catturato i lettori e la critica internazionale, raccontando un controverso episodio che sconvolse l’opinione pubblica cilena in piena dittatura. La dimensione oscura narra la vicenda di Andrés Valenzuela, agente segreto e torturatore che confessò alla stampa i crimini commessi contro i diritti umani durante gli anni del regime di Pinochet. Partendo dalle sue testimonianze, lette per la prima volta dall’autrice all’età di tredici anni nell’intervista dal titolo lapidario “Io aguzzino”, Nona Fernández ripercorre dunque le tragiche vicende di alcune delle vittime di quegli anni che, attraverso la sua scrittura, escono finalmente dalle pagine della storia ufficiale per riacquisire vita propria, ridiventare esseri in carne e ossa, nei loro insiemi di eroismo e tradimento, di gesti elevati ma anche di errori e paura. (SEGUE)