Roma, 11 set – “Le scuole italiane sono troppo vecchie e strutturalmente pericolose. Inoltre, negli istituti si insidiano agenti patogeni, e in particolare il gas radon. In Italia, il 60-70% delle scuole dovrebbero essere letteralmente demolite”. Lo sottolinea, in una nota, Marco Paccagnella, presidente di Federcontribuenti, commentando alcune iniziative del governo in tema di sicurezza scolastica. Paccagnella sottolinea un paradosso secondo cui nelle scuole “dove insegniamo ai bambini a chiudere bene il rubinetto dell’acqua e a spegnere la luce, ci troviamo poi in edifici che cascano a pezzi”. “Continuiamo a fare convegni, seminari e incontri sul tema delle scuole italiane e della palese inadeguatezza e vetustà della quasi totalità degli edifici esistenti – fa presente Federcontribuenti – ma sono quasi vent’anni che proponiamo l’abbattimento programmato degli edifici scolastici assolutamente inadeguati in zone sismiche 1, 2, 3 quindi a rischio crollo, pertanto potenzialmente in grado di causare feriti e vittime in caso di sisma anche di modesta entità, oltre ai frequentissimi casi di crolli parziali di porzioni di manufatti, anche in assenza di terremoto”. Per Paccagnella, dunque, è “inutile continuare a sperperare denaro dei contribuenti per effettuare rilevazioni statiche sulle scuole esistenti quando sappiamo molto bene che le attuali tecniche costruttive basate sul calcestruzzo armato e similari, risulta assolutamente inopportuno per la nostra Italia, nella gran parte fortemente sismica”. (red)