Roma, 27 ago – “È l’Europa che dovrebbe essere indagata, altro che Salvini… Se ci fosse un tribunale della storia che giudicasse gli ultimi dieci anni di politiche migratorie europee, l’Europa dovrebbe esser condannata con rito abbreviato per omissione totale del suo compito e degli impegni presi, per l’assoluta inesistenza della Commissione e le promesse mancate dei Paesi cosiddetti volenterosi”. Così al Messaggero Franco Frattini, ex ministro degli Esteri ed ex vicepresidente della Commissione, oggi a capo della Sioi, il quale da magistrato premette di non voler commentare le azioni di altri magistrati ma solleva una riflessione: “Hanno diritto di muoversi liberamente sul territorio nazionale persone non identificate né identificabili? Se quel diritto non vi fosse, cadrebbe anche l’ipotesi di sequestro di persona. Oltretutto la Procura di Palermo sta procedendo contro ignoti per traffico internazionale di migranti. Le organizzazioni di scafisti sono paragonabili a mafie internazionali, con protezioni nei governi rivieraschi e pratiche di intimidazione e sfruttamento anche sessuale”. Secondo Frattini, “Moavero fa bene a ricordare che versare i contributi Ue è un obbligo giuridico. L’Italia è come Davide, che nella fionda però ha altri sassi da usare contro Golia. Il primo è ‘avanzare una riserva’ prima di approvare il bilancio della Commissione, da cui dipendono i fondi per tutti e 27 i Paesi. Il secondo, a gennaio, opporsi al rinnovo delle sanzioni contro la Russia. Il terzo, imputare alla Ue il costo dei rimpatri volontari”. (red)