Roma, 10 set – Il “Guardian” dedica un articolo alla riapertura dell’inchiesta su Attilio Manca, medico di Viterbo morto apparentemente suicida dopo essersi iniettato un cocktail letale di eroina e tranquillanti. Alcuni inquirenti hanno pero’ supposto che questa morte sia un delitto di mafia collegato a Bernardo Provenzano. “Alcuni – si legge – hanno sostenuto che sia stato ucciso per coprire le tracce del latitante”. Nel 2003, come ricorda il quotidiano britannico, il boss Provenzano ha subito un intervento alla prostata presso un ospedale di Marsiglia. Ma i genitori di Manca avevano affermato di avere ricevuto dal Sud della Francia una chiamata del figlio, che li informava di aver volato fino a lì per assistere a un’ operazione”. Si ricorda che Manca era un urologo e si citano le dichiarazioni della famiglia Manca e del loro avvocato secondo i quali “le capacità di questo specialista erano note a Cosa Nostra”. La riapertura del caso, aggiunge l’articolo, rappresenta “una vittoria per i genitori di Manca”, che “erano e sono ancora assolutamente convinti che il loro figlio non fosse un drogato e che non avesse ragione di suicidarsi”.